5 Giugno 2026
Etichettatura, Coldiretti Varese: “Dall’Europa un passo avanti per la trasparenza alimentare”

VARESE – L’indicazione obbligatoria dell’origine degli alimenti compie un passo avanti in Europa. Il sostegno espresso da dodici Paesi dell’Unione Europea alla richiesta di rafforzare ed estendere l’etichettatura d’origine rappresenta infatti un segnale importante verso una maggiore trasparenza nel settore agroalimentare.
Per Coldiretti Varese si tratta di un passaggio significativo in una battaglia che punta a garantire ai consumatori informazioni più chiare e alle imprese agricole regole più eque, valorizzando al tempo stesso il lavoro delle filiere produttive.

«Non si tratta più soltanto di una richiesta italiana» sottolineano il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo e il direttore Luciano Salvadori. A sostenere il rafforzamento dell’etichettatura obbligatoria d’origine sono oggi dodici Paesi europei: Italia, Francia, Austria, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna. «È un segnale importante che conferma come il tema della trasparenza e della corretta informazione ai consumatori sia ormai una priorità condivisa da una parte significativa dell’Europa».

La proposta sostenuta da Coldiretti prevede l’estensione dell’obbligo di indicazione dell’origine a tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea, con l’obiettivo di consentire ai cittadini di conoscere con maggiore chiarezza la provenienza dei prodotti che acquistano.
Un tema che assume una particolare rilevanza in provincia di Varese, territorio che ogni anno accoglie milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo e che trova nell’enogastronomia uno degli elementi distintivi dell’esperienza turistica.
«Chi sceglie i laghi del territorio o le nostre valli cerca autenticità, qualità e identità territoriale. L’origine in etichetta non tutela soltanto il consumatore, ma contribuisce a raccontare il valore delle nostre produzioni agricole e agroalimentari. La trasparenza diventa così anche uno strumento di promozione del territorio e del made in Italy d’eccellenza che rappresentiamo».

Al centro del confronto europeo vi è anche la richiesta di revisione del codice doganale dell’Unione Europea e del principio dell’ultima trasformazione sostanziale, il meccanismo che in alcuni casi consente di attribuire a un prodotto una diversa nazionalità commerciale dopo specifiche lavorazioni.
Secondo Coldiretti, una revisione delle regole attuali consentirebbe di aumentare la trasparenza e la tracciabilità lungo le filiere agroalimentari, offrendo maggiori garanzie sia ai consumatori sia alle imprese agricole.
«In un mercato sempre più globale è fondamentale che chi acquista possa conoscere la reale origine degli alimenti e delle materie prime. Solo attraverso regole chiare e informazioni trasparenti è possibile valorizzare davvero il lavoro degli agricoltori e difendere le identità territoriali che rendono unico il patrimonio agroalimentare italiano» concludono Colombo e Salvadori.

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