19 Luglio 2019
C’è anche il Made in Varese tra le 5155 Bandiere del Gusto 2019!

VARESE – Dalle Pesche sciroppate del lago di Monate ai salumi tradizionali, soprattutto quelli a base di capra come il violino. Ma anche lo Zincarlin de Varées o ancora il Furmagit di Curiglia e il  Furmag de Segia, che si produce nelle Valli del Luinese e ha la caratteristica di essere composto a strati e di ricordare, come indica il suo nome, la forma di una sedia.

Sono solo alcuni dei prodotti della provincia di Varese che concorrono a determinare, nel 2019, il successo storico per le Bandiere del Gusto italiane, giunte a quota 5155, numero-record di sempre.

 Il dato emerge dal nuovo censimento 2019 delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato da Coldiretti. In Lombardia sono 249 le specialità censite, che costituiscono un contributo importante al risultato raggiunto grazie anche ai numerosi prodotti delle province di Como e Lecco: tra essi non mancano i dolci tipici, come i Brutti e Buoni, il Dolce Varese e gli Amaretti di Gallarate, oltre alla Birra della Valganna che è l’unica presente tra quelle lombarde.

 I prodotti derivati dall’allevamento caprino, come detto, rappresentano una quota importante dell’elenco: oltre al già citato violino (una rarità, la cui tradizione si rintraccia solo in poche altre zone alpine del nord Italia, coma la Val Chiavenna e la Val Vigezzo), sono da ricordare i salamini di capra e il capretto da latte pesante.

E, ovviamente, è altrettanto rappresentata la tradizione lattiero casearia, dove ritroviamo anche il burro di montagna e il Formaggio d’alpe misto.

“Dietro ad ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà del comprensorio in cui operiamo” afferma Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese. “Il nostro impegno è quella di continuare a difendere queste produzioni che nascono da una tradizione che va valorizzata nei suoi percorsi di filiera dal campo alla tavola: dobbiamo salvaguardare il futuro di questi prodotti, la cui sopravvivenza, in molti casi, è affidata al lavoro e impegno di poche imprese, come nel caso dei formaggi caprini o del violino. E’ una tradizione che non solo va salvata, ma che va posta al centro di una rinnovata valorizzazione dell’identità agroalimentare made in Varese”.

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