COMO LECCO – Negli ultimi cinquant’anni sono scomparsi in Italia 2,4 milioni di ettari di prati e pascoli, una superficie grande quanto la Lombardia. Un fenomeno che rappresenta una minaccia non solo per l’agricoltura e la biodiversità, ma anche per la tenuta delle aree montane e per il presidio del territorio.
«Per territori come quelli di Como e Lecco il tema assume un valore ancora più rilevante» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi. «I pascoli alpini e prealpini rappresentano una risorsa strategica e non riproducibile, alla base di produzioni lattiero-casearie di qualità, della tutela del paesaggio e della salvaguardia ambientale. Difendere gli alpeggi significa difendere l’identità stessa delle nostre montagne».
Secondo un’analisi Coldiretti sui censimenti Istat, nel 1970 la superficie agricola nazionale destinata a pascoli e prati permanenti ammontava a 5,5 milioni di ettari. Oggi ne restano poco più di 3,1 milioni. Una contrazione che ha ridotto la disponibilità di superfici per l’allevamento, aumentando la dipendenza da mangimi esterni e i costi di produzione. Ne risentono anche molte produzioni tipiche legate al pascolo, elemento fondamentale per la qualità e la distintività di numerosi formaggi di montagna.
«Gli alpeggi del Lario e delle nostre vallate – aggiunge il direttore di Coldiretti Como Lecco, Luciano Salvadori – svolgono una funzione che va ben oltre quella produttiva. La presenza degli allevatori garantisce manutenzione del territorio, contenimento dell’avanzata del bosco, conservazione della biodiversità e prevenzione del dissesto idrogeologico. Quando un pascolo viene abbandonato, si perde un presidio prezioso per l’intera collettività».
La perdita di prati e pascoli comporta infatti una riduzione della biodiversità, con effetti negativi sugli habitat di impollinatori, insetti e fauna selvatica. L’abbandono favorisce inoltre l’accumulo di vegetazione, aumentando il rischio di incendi e di fenomeni franosi, particolarmente delicati in territori montani come quelli delle province di Como e Lecco. A questo si aggiunge la perdita della capacità dei suoli di assorbire carbonio, una funzione importante nella lotta ai cambiamenti climatici.
In occasione della recente Giornata mondiale contro la desertificazione, Coldiretti ha inoltre rilanciato la necessità di accelerare sulla realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio per la produzione di energia elettrica. Un progetto che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti delle sempre più frequenti alternanze tra siccità e precipitazioni estreme.
«La disponibilità di acqua sarà una delle sfide decisive dei prossimi anni» concludono Trezzi e Salvadori. «Per tutelare le produzioni agricole, i pascoli e l’equilibrio delle nostre montagne servono investimenti nella manutenzione del territorio e nel sostegno alle imprese agricole che continuano a vivere e lavorare nelle aree più fragili. Preservare i pascoli alpini significa investire nel futuro delle nostre comunità e di un patrimonio che non può essere delocalizzato né sostituito».